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730 Sgravi fiscali famiglie, detrazioni e deduzioni fiscali

POSTED ON aprile 20th  - POSTED IN Economia

730 Sgravi fiscali famiglie, detrazioni e deduzioni fiscali

730 Sgravi fiscali famiglie. Una rapida panoramica sulle detrazioni e deduzioni fiscali che si applicano sul 730 per gli sgravi fiscali che possono alleggerire il bilancio domestico. Rinnovati gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie e i rimborsi per le spese sanitarie, scolastiche, universitarie e anche per colf, badanti e baby sitter.  A partire dal 15 aprile – e per il secondo anno – il sito dell’Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti il modello 730 precompilato. Per accedervi, è necessario essere in possesso di apposito Pin, che va richiesto a www.agenziaentrate.gov.it, oppure occorre presentarsi in una delle sedi territoriali dell’Agenzia, o telefonare al numero 848 800 444. Il modello andrà poi consegnato all’Agenzia delle entrate entro il 7 luglio, direttamente per via telematica, tramite commercialista o Caf.

Ecco gli sgravi previsti per le famiglie. 730 Sgravi fiscali famiglie. Detrazioni o deduzioni? Qual è la differenza? Come spiega l’Agenzia delle Entrate, “alcune spese, come ad esempio quelle sostenute per motivi di salute, per l’istruzione o per gli interessi sul mutuo dell’abitazione, possono essere utilizzate per diminuire l’imposta da pagare. In questo caso si parla di detrazioni“. La misura di queste agevolazioni varia secondo il tipo di spesa (19% per quelle sanitarie, 50% per quelle di ristrutturazione edilizia, eccetera). Vi sono poi altre uscite, “come per esempio i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e volontari o le erogazioni liberali in favore degli enti non profit”, che possono ridurre il reddito complessivo su cui calcolare l’imposta dovuta.

In questo caso si parla di deduzioni.  Le detrazioni per la casa Sono state prorogate sia le detrazioni del 65% per le spese relative agli interventi di risparmio energetico degli edifici, di difesa antisismica e per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari e impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse, sia le detrazioni del 50% sulle spese relative al recupero del patrimonio edilizio e per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+, sempre finalizzati all’arredo dell’immobile in fase di ristrutturazione, su un ammontare complessivo non superiore a 10 mila euro.

Le spese sanitarie sono detraibili al 19% solo sulla parte che supera i 129,11 euro. Fra le altre, vengono parzialmente rimborsate quelle inerenti analisi, visite e acquisti di farmaci, purché certificati da fattura e scontrino fiscale (il cosiddetto scontrino “parlante”). Scuola & dintorni Detraibili al 19% sia le spese sostenute per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno, sia le rette di asili nido pubblici e privati, per un importo non superiore a 632 euro annui per ogni figlio, sia le erogazioni liberali a favore di istituti scolastici di ogni ordine e grado. Università Detrazioni al 19% delle spese sostenute sia per frequentare corsi universitari in Italia e all’estero, sia per pagare i canoni di locazione agli studenti fuori sede, purché la facoltà disti almeno 100 km dal Comune di residenza e per un importo non superiore ai 2.633 euro, sia per i contributi destinati al riscatto del corso di laurea dei familiari a carico.

Famiglia. Non si configura il reato quando c’è capacità di reazione in base al livello culturale. Niente maltrattamenti se c’è parità.

POSTED ON marzo 1st  - POSTED IN Studio Legale

Il reato di maltrattamenti in famiglia si può escludere considerando le qualità personali dei coniugi. Lo ritiene la Cassazione, nella sentenza 5258/2016, depositata il 9 febbraio dalla Sesta sezione penale: l’inesistenza dei maltrattamenti è dimostrata dal fatto che entrambi gli interessati avessero un “livello di formazione professionale, cultura, condizioni sociali ed economiche ben superiori alla media”, che la moglie reagisse alle intemperanze del marito e che la loro figlia fosse stata affidata ai servizi sociali e non a uno dei genitori.

Tutto nasce dal “rapporto di accesa conflittualità, tensione e radicata contrapposizione” instauratosi tra i coniugi, “causa di grave disagio soprattutto per la figlia minore”. Perciò, nella causa di separazione giudiziale, il Tribunale ne aveva disposto “in via provvisoria ed urgente” l’affidamento ai servizi sociali, affievolendo le potestà dei genitori e ammonendoli sulla “gravità delle conseguenze giuridiche ed esistenziali delle loro inadempienze”.

Alla luce di questo, la Cassazione ritiene fondata e correttamente motivata la valutazione fatta nella sentenza d’appello, che aveva riformato quella di primo grado, assolvendo il marito dai reati di maltrattamenti in famiglia e violenza privata nei confronti della moglie. In sostanza, la Corte resta sul suo orientamento prevalente secondo cui per configurare il reato previsto dall’articolo 572 del Codice penale, “la materialità del fatto deve consistere in una condotta abituale che si estrinsechi con più atti che determinano sofferenze fisiche o morali, realizzati in momenti successivi, collegati da un nesso di abitualità ed avvinti nel loro svolgimento da un’unica intenzione criminosa di ledere l’integrità fisica o morale del soggetto passivo infliggendo abitualmente tali sofferenze”.

Dunque, non bastano singoli e sporadici episodi di percosse o lesioni, perché il reato di maltrattamenti è necessariamente abituale: si realizza e si caratterizza “per la sussistenza di una serie di fatti, per lo più commissivi, ma anche omissivi, i quali isolatamente considerati, potrebbero anche essere non punibili (atti di infedeltà, di umiliazione generica) ovvero non perseguibili (ingiurie, percosse o minacce lievi – procedibili solo a querela), ma acquistano rilevanza penale per effetto della loro reiterazione nel tempo” secondo il concetto di abitualità.

Nel caso in questione, sono stati provati solo episodi “derivanti da situazioni contingenti e particolari, che possono verificarsi nei rapporti interpersonali di una convivenza familiare”, fatti che “pur non integrando il delitto di maltrattamenti, conservano la propria autonomia di reati contro la persona”.

Secondo la Cassazione, hanno operato bene i giudici di appello, che hanno sì esaminato l’atteggiamento del marito rilevando il ricorso da parte di quest’ultimo “a toni di particolare veemenza e in comportamenti spesso trasmodanti nella maleducazione”, ma hanno anche evidenziato come l’atteggiamento della moglie si caratterizzasse per una “costante capacità reattiva … e l’assenza di un supino atteggiamento rispetto alle intemperanze del marito”. Una situazione protrattasi per anni, con la conseguente impossibilità di configurare chi, tra i due, avesse mai assunto una posizione di passiva soggezione dell’una nei confronti dell’altro.

Istat, spesa per consumi famiglie -2,6% nel 2013

POSTED ON marzo 3rd  - POSTED IN Economia

La spesa per consumi finali delle famiglie residenti ha segnato nel 2013 una contrazione in volume pari al 2,6% che si aggiunge a quella ancora piu’ accentuata registrata nel 2012 e pari al 4,0%). Lo comunica l’Istat, sottolineando che il calo dei consumi e’ stato particolarmente marcato per i beni (-4,0%), mentre la spesa per i servizi e’ diminuita dell’1,2%. In termini di funzioni di consumo, le contrazioni piu’ accentuate hanno riguardato la spesa per sanita’ (-5,7%) e quella per vestiario e calzature (-5,2%). Giu’ del 3,1% la spesa per gli alimentari.

Le entrate totali, pari al 48,2% del Pil, sono diminuite dello 0,3% rispetto all’anno precedente (+2,5% nel 2012). Le entrate correnti hanno registrato un contrazione dello 0,7%, attestandosi al 47,6% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono diminuite del 3,6%, riflettendo prevalentemente il calo del gettito Imu, dell’Iva e delle accise. Le imposte dirette sono risultate in crescita dello 0,6%, essenzialmente per effetto dell’aumento dell’Ires e dell’imposta sostitutiva su ritenute, interessi e altri redditi da capitale. I contributi sociali effettivi hanno mostrato una leggera flessione (-0,5%). La pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) e’ risultata pari al 43,8% in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al 2012. L’incremento delle entrate in conto capitale (+57,3%) e’ da attribuire principalmente all’aumento delle imposte in conto capitale dovuto al versamento una tantum dell’imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali Ias.

Fonte: “Notizie d’Abbruzzo”

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